sabato 3 novembre 2007

Quando il muro diventa un'opera d'arte


Fino al 9 novembre, 18esimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, davanti alla Porta di Brandeburgo a Berlino sorge un nuovo muro. Stavolta, però, è lungo appena 22 metri e, soprattutto, trasparente. Si tratta infatti di un'installazione luminosa creata dall'artista sudcoreana EunSook Lee per ricordare la caduta del Muro e l'attuale divisione della Corea. Il progetto, intitolato "Vanished Berlin Wall" ("Il Muro di Berlino scomparso"), si compone di 11 segmenti fluorescenti alti come il vecchio Muro e posti l'uno accanto all'altro sul lato occidentale della Porta di Brandeburgo. Su entrambe le pareti del "muro", realizzato con pellicole trasparenti, sono riportati i nomi di 5000 coreani le cui famiglie restano separate a causa della divisione del Paese asiatico. Tra questi, anche quello del padre 93enne dell'artista, che, scappato oltre cinquant'anni fa dalla Corea del Nord, non ha mai più visto il resto della famiglia.


Quando la storia riappare con la sua forza e la sua prepotenza, quando c'è divisione di un'appartenenza mai appartenuta, quando il codice della separazione è tenace come il muro che separa, quando il muro scompare, quando per la prima volta l'oriente di serve di un simbolo dell'occidente per rappresentare il fatto dell'assenza e dell'invisibile, quando il senso della separazione diventa opera d'arte per consumare il dolore della divisione, quando ieri si serve del domani per ricordare, allora solo allora, si continuerà a rappresentare l'oblio della sofferenza. Il fantasma della storia giustifica la presenza di un nuovo muro fluorescenze fatto di luci colorate testimoni dell'identità spezzata. L'esigenza di abbattare per sempre le divisioni si fa opera d'arte.

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Ogni mio pensiero apparterà a questo blog: spazio conquistato tra le mie paure e le mie incertezze. Scoprirsi in silenzio, dove nessuno mi conosce. Un velo leggero: confine labile tra il mio essere e il mio non essere. Condizione necessaria per sentirmi bloggato.